Sole, amico mio!
Eh si, belle e abbronzate, siamo in risveglio! Con l'arrivo delle belle giornate e dell'estate offriamo alla nostra pelle la ricerca dei raggi del sole. Tuttavia, non siamo tutti uguali di fronte all'irradiazione solare. Abbronzati sì ma senza pericolo per la nostra salute.
Allora come “abituarci” al sole e farlo nostro amico?
Capire meglio l'irraggiamento solare
Il sole emette dei raggi visibili, la luce, e invisibili, ossia gli ultravioletti e gli infrarossi.
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Lo sapete?
Un quarto d'ora al giorno di esposizione, una piccola superficie di pelle, il viso o le mani per esempio, è sufficiente per la sintesi della vitamina D necessaria al nostro organismo.
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L'irradiazione che ha più effetto sulla nostra pelle è la radiazione ultravioletta chiamata anche UV.
Gli UV sono classificati in base alla loro forza in UVA, UVB e UVC.
Gli UVC sono bloccati dall'atmosfera mentre gli UVA e UVB ci giungono anche quando il tempo è nuvoloso.
La nostra pelle ha bisogno del sole per fabbricare la vitamina D. Quest'ultima è preziosa per la solidità delle ossa e gioca un ruolo anticancro importante. La maggior parte della vitamina D è fabbricata dalla pelle, per cui è importante esporsi al sole (con moderazione).
D'altra parte, noi abbiamo un sistema di difese che lotta contro gli effetti negativi dei raggi UV, ma attenzione: nei casi di esposizioni troppo lunghe o frequenti, possono essere superate... e allora anche la nostra pelle può sciuparsi, invecchiare precocemente, ecc... |
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Quanti UV si bloccano?
Se il cielo è coperto o limpido, se portiamo una t-shirt, un cappello, se abbiamo usato dei prodotti solari, la quantità di raggi UV è: |
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